Una domanda che spesso emerge nei primi anni di lavoro è la seguente:
"Ogni quanto è giusto cambiare lavoro?"
Un anno è troppo poco? Tre anni sono troppi? Se resto sembro poco ambizioso? Se cambio troppo sembro instabile?
Tutte domande legittime, ma ti dico subito che non esiste un numero magico, ma segnali molto chiari per farti capire ogni quanto sia giusto cambiare lavoro. Vediamoli insieme.
Non esiste un periodo giusto, ma una logica giusta
In tanti cercano la regola universale: 2, 3, 5 anni? La verità è che la sola durata dice molto poco della tua esperienza lavorativa.
Sì, perché quello che conta davvero sono elementi come:
- Cosa hai imparato
- Cosa hai costruito
- Se stai ancora crescendo
Può essere che rimani 4 anni in un'azienda e stagnare, oppure fare solo 18 mesi e ottenere uno scatto enorme.
Come vedi il tempo è un indicatore molto debole, mentre la crescita è l'indicatore forte da seguire.
Questo lo conferma anche Valentina Simonetti, HR Manager di Eudata, che è stata ospite della quarta puntata di Coffee con l'HR, la nostra rubrica presente su YouTube, dove incontriamo gli esperti del mondo HR. A tal proposito, Valentina ci ha raccontato che la frequenza del cambio lavoro non è precisa, ma dipenda da diversi fattori, come dicevamo prima. Qui sotto hai un estratto dell'intervista.
Quando cambiare troppo presto è un errore
Cambiare lavoro dopo soli 6-8 mesi in cui si è arrivati in un'azienda non è una buona pratica, perché singifica che:
- Non hai avuto il tempo di consolidare competenze
- Non hai completato un ciclo di progetto
- Non hai risultati concreti da raccontare
Se non riesci a dimostrare cosa hai costruito e quindi la tua crescita, cambiare lavoro diventa più complesso e meno motivato. Ciò che viene premiata è la crescita della singola persona e non chi fugge.
Restare troppo a lungo può essere un rischio
Certo, l'altro estremo è quello di non cambiare mai e rimanere per anni in un solo posto, che può anche andare bene, ma se non c'è crescita, allora diventa controproducente.
A tal proposito, i segnali che potresti essere fermo sono:
- Stai facendo le stesse identiche cose da troppo tempo
- Non impari competenze nuove
- Il tuo stipendio cresce pochissimo o, peggio, non cresce affatto
- Non hai prospettive di responsabilità maggiori
Se dopo 2-3 anni la curva di apprendimento è appiattita, è assolutamente legittimo iniziare a guardarsi attorno. Il motivo? Sempre quello: crescere e non scappare.

Ogni quanto cambiare lavoro nei primi anni di carriera?
Se sei nei primi 5-7 anni di carriera lavorativa, devi sapere che qui il mercato è più tollerante. Se il cambiamento ha una logica evolutiva, cambiare ogni 2-3 anni è assolutamente normale e accettato, non vieni visto come una persona che scappa.
Anzi, in questo caso può accelerare alcuni aspetti, come:
- Competenze
- Responsabilità
- Stipendio
A riguardo, abbiamo parlato proprio di job hopping come strumento da utilizzare per aumentare il proprio sitpendio: Se stai valutando un cambio per aumentare la RAL, qui trovi un approfondimento su se cambiare lavoro aumenta davvero lo stipendio.
E dopo i 30 cambia qualcosa?
Domanda legittima e qui bisogna dire che effettivamente qualcosa cambia. Questo perché, man mano che sali di livello, il mercato si aspetta:
- Maggiore profondità
- Maggiore stabilità
- Maggiore impatto
È chiaro che questo non significa che tu non possa cambiare, anzi, ma devi solamente essere più coerente e strategico quando cambi, evitando mosse casuali.
In sintesi: ogni quanto cambiare lavoro?
Non c'è un numero universale per rispondere a questa domanda, devi sempre chiederti se nella realtà in cui ti trovi stai crescendo e se questo percorso ti porterà dove desideri. Se ti preoccupa come raccontarlo in selezione, leggi come spiegare il job hopping al colloquio.
Possiamo, però, dire che come regola generale:
- Meno di 1 anno (ripetuto) → rischio percezione instabilità
- 2–3 anni con crescita → perfettamente sano
- Oltre 4–5 anni senza evoluzione → possibile stagnazione
Il fenomeno del cambio lavoro da un'occupazione all'altra ha il nome di job hopping e ne abbiamo parlato più dettagliatamente in una guida sul nostro sito, dacci un'occhiata!
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Sapere ogni quanto cambiare lavoro è solo una parte del gioco.
La vera differenza la fa avere una strategia: capire quanto vali, quando negoziare, quando restare e quando fare lo step successivo.
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