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Come spiegare il job hopping al colloquio (senza sembrare instabile)

Denny De Caro

Hai cambiato tre lavori in quattro anni e ora arriva un altro colloquio. Sai già quale sarà la domanda che ti faranno sicuramente: "Vedo che ha cambiato spesso...come mai?"

È arrivato il momento, quindi, di spiegare il job hopping al colloquio, ovvero come mai ha cambiato così tanti lavori in questi anni.

Diciamocelo chiaramente, hai due opzioni:

  • Difenderti
  • Raccontare una strategia

Qual è la differenza tra le due? La percezione che avranno di te. Vediamo, allora, come gestire questa situazione.

Prima regola: non andare in modalità giustificazione

L'errore più classico sarebbe quello di iniziare a giustificarti per le tue scelte, come se stessi chiedendo scusa, con frasi del tipo: "Eh ma non mi trovavo bene...", "L'ambiente era tossico...", oppure "Non mi valorizzavano...".

Anche se è vero, queste giustificazioni suonano come "Scappo quando qualcosa non mi piace" e al recruiter questo drama non interessa per nulla, anzi: vuole capire se sei una persona solida e concreta.

Per questo motivo, evita gli sfoghi e persegui la via della narrativa coerente.

Seconda regola: trasforma i cambi in un percorso evolutivo

Come detto, il punto non è quanti lavori hai cambiato, ma se dietro a questi cambiamenti ci sia o meno un filo logico.

Se, per esempio, il tuo percorso lavorativo ha seguito questo schema:

  • Marketing
  • Customer care
  • Vendite
  • HR

Allora sarai in una situazione debole, perché non si vede un'evoluzione. Al contrario, un esempio forte può essere:

  • Junior marketing
  • Performance marketing
  • Growth
  • Marketing strategist

Ciò che conta è far emergere che per te ogni cambio è stata una scelta per acquisire più specifiche, più compotenze, per migliorarti. In questo modo non dichiari instabilità.

Terza regola: parla di competenze e non di emozioni

La struttura migliore che puoi utilizzare per spiegare un cambio è la seguente:

  1. Cosa hai imparato
  2. Perché era il momento di fare uno step successivo
  3. Cosa stai cercando ora

Facciamo un esempio concreto per capirci:

"Nel mio ultimo ruolo ho sviluppato competenze solide su X. Dopo due anni ho sentito il bisogno di confrontarmi con un contesto più strutturato, per crescere su Y".

Così facendo parli di crescita e miglioramento, non di fuga dai problemi. Non senti che fa già una certa differenza?

E se ti dicono "Abbiamo paura che resti poco"?

Qua devi giocartela bene, perché serve molta maturità per rispondere a questa domanda. Sia chiaro, non devi mica promettere fedeltà eterna, non ti stai certo sposando.

Certo che, puoi rispondere dicendo qualcosa tipo:

" Cerco un contesto in cui poter crescere nel medio periodo. Se vedo opportunità di sviluppo, non ho motivo di guardarmi intorno.”

Traduzione: resto se cresco. In questo modo la palla passa a loro ed è una risposta estremamente onesta da dire.

Certo, la faccenda si complica molto nel caso in cui ti ritrovi in una situazione del tipo:

  • 5 cambi in 3 anni
  • Esperienze da 4-6 mesi
  • Nessun risultato concreto

Qui diventa più difficile raccontarsi, ma quello che puoi fare è far capire che ora cerchi stabilità strategica ed evidenziare ciò che hai fatto di buono anche in questi tempi brevi. Come vedi, il problema non è aver cambiato, ma non aver imparato nulla dalle esperienze fatte.

A proposito dei cambi di lavoro, nella quarta puntata di Coffee con l'HR, Valentina Simonetti, HR Manager di Eudata, che ha dato il suo consiglio su quando cambiare lavoro. Guarda l'intervento qui sotto.

Il colloquio non è un interrogatorio, ma una narrativa

Devi ricordarti che il recruiter non vede solamente il CV, ma vede anche come lo racconti, come parli delle tue esperienze lavorative e il tuo percorso di studi. Magari puoi avere tre cambi in tre anni e risultare solido, mentre due cambi in cinque anni e sembrare lo stesso confuso.

L'importante è come lo racconti e che tu non ti vergogni del tuo percorso fatto fino ad ora: il mercato del lavoro è cambiato molto e il job hopping è davvero più comune di dieci anni fa (a proposito leggi una guida dedicata al job hopping per aiutarti a capire meglio questo fenomeno), perciò racconta pure la tua storia con consapevolezza. Questo ti fa sembrare ambizioso, perché da un'idea di strategia dietro le tue scelte e non instabilità.

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