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Come l’AI sta cambiando i colloqui di lavoro

Nicola Marai
26.11.2025

Indice

Se ti sei mai chiesto perché certi CV spariscono nel nulla o perché ti arriva un video-colloquio automatico alle 23:47, tranquillo: non è colpa tua.

È l’intelligenza artificiale.

Già oggi una buona parte delle selezioni passa per strumenti che analizzano CV, comportamenti, espressioni facciali e perfino il tono della voce.

Magari nemmeno te ne accorgi, ma il tuo CV viene valutato da strumenti che sfruttano l'AI, la quale è stata istruita secondo regole ben precise dettate dal dipartimento HR dell'azienda.

Per capire tutto questo non ti serve essere un ingegnere, quello di cui hai bisogno e comprendere come sfruttare tutto ciò a tuo vantaggio. Ma andiamo più nel dettaglio!

I sistemi ATS: il filtro segreto che decide se il tuo CV sopravvive

Partiamo dall’inizio: molti CV non arrivano nemmeno agli occhi di un umano.


La prima selezione la fanno gli ATS (Applicant Tracking System), software che analizzano il curriculum in pochi secondi. Questi strumenti esistono già da un po' e sono largamente utilizzati dalle grandi aziende per effettuare la prima scrematura. Cosa guardano questi strumenti?

  • La presenza delle keyword giuste (sì, proprio come la SEO).
  • La chiarezza del formato.
  • La coerenza tra skills, esperienze e descrizione dell’offerta.

Se stavi pensando a qualche stratagemma per ingannare il sistema, ti fermo subito: qui si tratta di imparare a parlare la sua lingua. Se il CV è un romanzo fantasy pieno di grafiche, l’ATS lo legge come noi leggiamo un foglio bianco: non ci capisce niente.

Meglio essere chiari, puliti, diretti e inserire le parole chiave dell’offerta (senza barare): è il modo più semplice per superare il primo livello della selezione.

I video-colloqui con AI: benvenuto nella stanza virtuale

Hai presente quei link che ti chiedono di registrare risposte a domande in video, senza nessuno dall’altra parte? Ecco, spesso lì dietro c’è l’AI.

In questo caso, lo strumento analizza diverse componenti, come:

  • Il contenuto delle risposte;
  • Il tono della voce;
  • Il ritmo del discorso;
  • Il linguaggio non verbale.

Funzionano così perché, per le aziende, permettono di fare una prima scrematura più veloce e più uniforme.

La domanda che molti fanno è: “E se non mi sento naturale davanti a una telecamera?” Spoiler: nessuno è naturale davanti a una telecamera.


La cosa importante è essere chiari, evitare monologhi infiniti e mantenere un’energia autentica. Puoi allenarti facendo delle prove in autonomia, riprendendoti e analizzandoti per cercare di riuscire a essere il più chiaro possibile.

Test comportamentali: l’AI vuole capire come ragioni

Dopo il CV e il video, può capitare che arrivi la fase dei test comportamentali.


Sono quelli in cui ti chiedono come ti comporteresti in situazioni borderline tipo: “Il tuo collega sbaglia, lo correggi o fai finta di niente?”

La logica è semplice: l’AI confronta le tue risposte con modelli di comportamento desiderati dall’azienda.


Non c’è una risposta “giusta”, ma c’è quella coerente con ciò che cercano.

Il segreto? Non cercare di intuire cosa vogliono sentirsi dire, perché rischieresti solo di risultare incoerente.


Meglio rispondere in modo realistico e professionale, usando buon senso e leggendo tra le righe la cultura aziendale.


Poi, è chiaro che se un’azienda vuole blind obedience, forse sei tu che devi valutarla e cercare dell'altro, non credi?

Come prepararti ai colloqui di lavoro con AI (senza farti spaventare)

La buona notizia è che, anche se cambia la tecnologia, le regole umane restano uguali.


Prepararti ai colloqui di lavoro con AI non significa trasformarti in un robot perfetto: significa allenare alcune abilità pratiche.

Qualche consiglio da tenere stretto:

  • Cura il CV come se fosse un contenuto SEO: parole chiave, ordine, pulizia.
  • Allena la comunicazione: risposte chiare, esempi concreti, niente giri infiniti.
  • Fai prove di video da solo: non per recitare, ma per capire postura, ritmo e tono.
  • Studia l’azienda prima: capire cosa cercano ti aiuta a essere più autentico, non più “finto”.

L’AI serve solo per velocizzare processi, mentre la parte umana — quella che parla di attitudine, motivazione e voglia di crescere — resta la più importante.


E infatti, dopo aver passato i filtri digitali, il colloquio decisivo lo farai sempre con una persona in carne e ossa, da quello non ci si scappa.

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