Formazione
/ Articolo
Colloquio
Work Life Balance
Ricerca Lavoro
Curriculum
Self Branding
Tips
AI
Professioni

Saper usare l’AI non basta più. Ora devi saperla controllare

Nicola Marai

Fino a poco tempo fa, dire “so usare l’Intelligenza Artificiale” poteva sembrare una competenza interessante. Oggi?

Sta iniziando ad assomigliare un po’ a “so usare il pacchetto Office”.

Non perché conoscere gli strumenti di AI non serva più. Anzi.

Ma perché, mentre ChatGPT, Copilot, Gemini e compagnia bella entrano sempre di più nel lavoro quotidiano, saper aprire un chatbot e scrivere un prompt non basta a distinguerti.

La vera competenza sta diventando un’altra: capire se quello che l’AI ti restituisce ha senso.

‍

Il problema non è ottenere una risposta

‍

Ottenere una risposta dall’AI è facilissimo.

Puoi chiederle di scrivere una mail, analizzare dei dati, preparare una presentazione, riassumere un documento, creare una strategia o trovare idee per un progetto.

In pochi secondi avrai qualcosa davanti. Il difficile arriva subito dopo.

‍

È corretto? È utile? Manca qualcosa? Posso fidarmi? È davvero la soluzione migliore o semplicemente suona bene?

‍

Ed è qui che torniamo indispensabili noi. Un nuovo studio dell’IBM Institute for Business Value lo mostra piuttosto chiaramente: il 71% dei CHRO intervistati considera la capacità di supervisionare, validare e, quando serve, correggere gli output dell’AI una delle competenze più importanti.

‍

Tra i lavoratori, invece, solo il 29% considera il giudizio una skill prioritaria.

C’è quindi un bel gap tra quello che le aziende iniziano a cercare e quello su cui molti lavoratori stanno puntando.

‍

L’AI può fare il lavoro. Ma qualcuno deve sapere se lo ha fatto bene.

‍

Immagina di chiedere all’AI di analizzare un report. Ti restituisce tre conclusioni, scritte benissimo e con una sicurezza invidiabile. Perfetto.

Peccato che una delle tre sia basata su un’interpretazione sbagliata dei dati.

Se conosci il tuo lavoro, probabilmente te ne accorgi. Se ti limiti a copiare e incollare, quella risposta diventa anche la tua.

Ed è qui che cambia il concetto di “saper usare l’AI”.

‍

Non significa soltanto sapere cosa chiederle.

Significa anche sapere:

  • quando usarla e quando no;
  • quali informazioni darle;
  • riconoscere una risposta superficiale;
  • verificare dati e fonti;
  • correggere il risultato;
  • assumerti la responsabilità della versione finale.

Insomma: meno “fammi questa cosa”, più “fammi questa cosa, poi vediamo se l’hai fatta bene”.

‍

Attenzione a non disimparare

‍

C’è poi un altro dato interessante.

Nello stesso studio, il 60% dei lavoratori dichiara di temere che l’AI possa indebolire alcune delle proprie competenze. E tra quelle considerate più a rischio compare proprio il pensiero critico.

È un paradosso abbastanza evidente.

Più abbiamo strumenti che possono ragionare, sintetizzare e produrre al posto nostro, più rischiamo di allenare meno quelle capacità che ci servono per capire quando quegli strumenti stanno sbagliando.

Non significa che dobbiamo tornare a fare tutto manualmente “per allenare il cervello”. Significa semplicemente non delegarlo completamente.

La calcolatrice non ha reso inutile capire la matematica.

Allo stesso modo, ChatGPT non rende inutile sapere di cosa stai parlando.

‍

La vera AI skill? Avere abbastanza competenze da poterla mettere in dubbio

‍

Su Kung-Fu Lab abbiamo già parlato delle 5 competenze da sviluppare per lavorare bene con l’Intelligenza Artificiale: prompt design, pensiero critico, creatività, gestione dei dati e consapevolezza digitale.

E forse oggi il pensiero critico sta diventando quello che tiene insieme tutti gli altri.

Perché puoi scrivere il prompt perfetto. Puoi conoscere dieci tool. Puoi automatizzare metà della tua giornata.

Ma se non sai riconoscere un risultato mediocre, sbagliato o semplicemente inadatto al contesto, stai solo facendo errori più velocemente.

‍

Quindi, cosa dovresti imparare?

‍

Continua a sperimentare con l’AI.

Prova nuovi strumenti. Automatizza. Fatti aiutare. Impara a scrivere prompt migliori.

Ma ogni tanto fai anche l’esercizio opposto.

‍

Chiediti perché una risposta è corretta.

Controlla una fonte.

Modifica un output invece di accettare la prima versione.

Prova a capire cosa avresti fatto tu senza AI.

‍

Perché probabilmente tra qualche anno nessuno ti chiederà più semplicemente: “Sai usare l’Intelligenza Artificiale?”

Sarà dato quasi per scontato.

La domanda vera sarà: “Sai usarla senza smettere di pensare?”

‍

Sai usare l’AI senza smettere di pensare? Bene. Ora vediamo dove può portarti.

Il 14 e 15 ottobre torna il Talent Lab IT: aziende, opportunità di lavoro e occasioni per capire cosa cercano davvero oggi recruiter e team tech.

👉 Scopri l’evento e candidati

Condividi questo articolo