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Non hai tutti i requisiti? Candidati lo stesso. Ma non sempre.

Kung-Fu Lab

Trovi un’offerta interessante. Leggi i requisiti.

Primo: ce l’hai.
Secondo: pure.
Terzo: quasi.
Quarto: no.
Quinto: “3 anni di esperienza”.

Chiudi tutto. Fine della candidatura.

E magari fine anche di un’opportunità che avresti potuto giocarti.

Il problema è semplice: spesso leggiamo una job description come se fosse una checklist da completare al 100%.

Ma non funziona così. Un annuncio descrive spesso il candidato ideale. Quello perfetto. Quello che sa fare tutto, conosce già ogni tool, ha esattamente gli anni di esperienza richiesti e magari può iniziare lunedì.

La vera domanda non è: “Ho tutti i requisiti?”

È: “Ho quelli che servono davvero per fare questo lavoro?”

Prima regola: non tutti i requisiti valgono uguale

Dentro una job description puoi trovare dieci requisiti. Ma quei dieci requisiti non pesano tutti allo stesso modo.

Alcuni sono fondamentali. Altri sono utili. Altri ancora sono semplicemente il famoso “sarebbe bello se”.

Il trucco è capire in quale categoria rientra quello che ti manca.

Requisiti fondamentali

Sono quelli senza cui il lavoro diventa molto difficile, impossibile o direttamente non fattibile.

Se cercano un commercialista abilitato e non lo sei, non basta essere “molto motivato”.

Se il ruolo richiede di parlare ogni giorno con clienti tedeschi e non conosci il tedesco, il problema non si risolve con Duolingo nel weekend.

Se cercano una figura senior che deve guidare un team e tu hai appena finito uno stage, il salto è probabilmente troppo grande.

Qui sì: fermati e valuta bene.

Requisiti che puoi recuperare

Questa è la zona più interessante.

Sai usare Excel, ma chiedono anche Power BI.

Conosci Meta Ads, ma hai poca esperienza con Google Ads.

Hai lavorato nel B2C, mentre l’azienda opera nel B2B.

Hai usato Figma, ma loro lavorano con un altro tool.

Non è automaticamente un no. La domanda diventa:

“Quanto tempo mi serve per colmare questo gap?”

Se la risposta è settimane, non anni, potresti tranquillamente avere senso per quella posizione.

Nice to have

Qui siamo nella categoria: “Se ce l’hai, ottimo.”

Esperienza nello stesso identico settore. Conoscenza di un software secondario. Una certificazione non obbligatoria. Una lingua extra. Una metodologia specifica.

Se ti manca uno di questi elementi e tutto il resto torna, non autosabotarti.

Lascia perdere la regola del 70%

Online ogni tanto gira questa idea: “Se hai il 70% dei requisiti, candidati.”

Bella. Pulita. Facile da ricordare. E abbastanza inutile. Perché dipende da quale 70% possiedi.

Immagina due candidati:

Il primo ha 9 requisiti su 10, ma gli manca la competenza principale del ruolo. Il secondo ne ha 7 su 10, ma possiede tutte le competenze centrali e gli mancano solo elementi secondari.

Chi è più interessante? Probabilmente il secondo. Quindi non contare le spunte.

Pesa i requisiti.

Le 3 domande da farti prima di chiudere l’annuncio

Quando trovi un’offerta che ti piace ma pensi di non essere abbastanza in linea, fermati un attimo. E fatti queste tre domande.

1. Saprei fare le attività principali?

Non leggere soltanto la lista dei requisiti. Leggi soprattutto cosa dovrai fare.

Gestire clienti?

Analizzare dati?

Scrivere contenuti?

Sviluppare software?

Gestire campagne?

Coordinare progetti?

Poi chiediti: “Ho già fatto qualcosa di simile?”

Magari con un titolo diverso.

Magari durante uno stage.

Magari all’università.

Magari in un progetto personale.

Magari da freelance.

Il nome scritto sul tuo vecchio badge conta fino a un certo punto. Conta molto di più quello che hai realmente fatto.

2. Quello che mi manca è recuperabile?

Qui serve un minimo di sincerità.

“Non conosco questo CRM” può essere un gap piccolo.

“Non ho mai lavorato nel settore” può essere gestibile.

“Non ho mai guidato un team” per una posizione da Head of qualcosa è già un altro discorso.

Non limitarti a pensare:

“Non ho questa skill.”

Chiediti: “Quanto è grande davvero questa distanza?”

3. Posso dimostrare bene quello che invece so fare?

Questa parte conta tantissimo. Scrivere sul CV: “Buone capacità analitiche” non impressiona praticamente nessuno.

Scrivere: “Ho analizzato le performance di quattro canali marketing e costruito un report mensile per individuare le campagne con ROI migliore” è un’altra storia.

Se ti manca qualcosa, devi rendere ancora più evidente ciò che possiedi. Competenza + contesto + prova.

Molto meglio di una lista infinita di aggettivi.

Quando invece è meglio lasciar perdere

No, la morale non è “candidati a tutto”. Quello diventa solo spam con allegato il CV. Ci sono casi in cui è molto più sensato fermarsi.

Ti manca un requisito davvero obbligatorio

Patenti.

Abilitazioni.

Certificazioni necessarie.

Requisiti legali.

Se servono davvero per svolgere quella professione, non puoi compensarli con entusiasmo e soft skill.

Il livello è troppo lontano dal tuo

Due anni di esperienza quando ne chiedono tre? Potrebbe avere senso.

Primo lavoro quando cercano un manager con dieci anni di esperienza? Probabilmente no.

Ambizione sì. Fanfiction del proprio CV, un po’ meno.

Ti mancano quasi tutte le competenze centrali

Cambiare settore è assolutamente possibile. Ma deve esserci almeno un ponte.

Competenze trasferibili. Un progetto. Un corso. Esperienza parallela.

Qualcosa che faccia capire perché quel passaggio abbia senso.

Se per te ogni singola attività descritta nell’annuncio è completamente nuova, forse prima serve costruire quel ponte.

Non potresti comunque accettare il lavoro

Posizione full office a Roma. Tu vivi a Torino e non vuoi trasferirti.

Turni notturni che non puoi fare.

Trasferte settimanali incompatibili con la tua situazione.

Qui non è una questione di requisiti. È proprio un problema di compatibilità.

E soprattutto: non mentire per “completare” il profilo

Questa tentazione esiste. “Lo chiedono, quindi lo aggiungo.”

No. Se non conosci un software, non scrivere che lo conosci.

Se hai un inglese scolastico, “professional proficiency” forse è un filo aggressivo.

Se hai organizzato una call tra tre colleghi, non hai necessariamente “coordinato team cross-functional”.

Puoi venderti bene senza inventarti.

Anzi, devi. Perché una bugia può anche superare lo screening iniziale.

Poi arriva la domanda:

“Perfetto, mi racconti come hai usato questo software?”

Silenzio. Sipario.

Quindi: ti candidi oppure no?

La prossima volta che leggi un annuncio e senti partire il pensiero: “Mi manca questa cosa, quindi non sono adatto.”

Fermati. Non chiederti se sei identico al candidato descritto nell’annuncio.

Chiediti: “Ho abbastanza competenze fondamentali per poter essere considerato seriamente?”

Se sì, candidati.

Se quello che ti manca è secondario o recuperabile, candidati.

Se hai esempi concreti per dimostrare quello che sai fare, ancora meglio.

La selezione serve anche a questo: capire chi è più adatto al ruolo.

Non eliminarti da solo prima ancora che inizi. Il recruiter può sempre dirti di no. Non serve farlo tu al posto suo.

Mettilo subito in pratica

Apri le offerte che avevi scartato perché ti mancavano uno o due requisiti.

Rileggile con questo criterio: cosa è davvero fondamentale? Cosa posso recuperare? Cosa so già fare bene?

Potresti scoprire che quel “non sono abbastanza qualificato” era un po’ troppo severo.

Non cercare l’annuncio in cui sei perfetto. Cerca quello in cui puoi essere davvero competitivo.

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